Civiltà del Po - l'Abbazia di San Benedetto in Polirone
Un'immagine dell'Abbazia di San Benedetto in Polirone

L'Abbazia di San Benedetto in Polirone

Sono trascorsi mille anni da quando è stato fondato il Monastero di San Benedetto in Polirone. Mille anni che si respirano e si fanno respirare a pieni polmoni. Percorrendo i chiostri, entrando nell’abbazia, salendo lo scalone del Barberini, visitando il complesso monastico, volgendo lo sguardo alla pianura, non si può fare a meno di pensare al regalo che ci è stato offerto e di cui dobbiamo essere rispettosi custodi. Mille anni per il Monastero collegato con le abbazie di Cluny e di Montecassino. Mille anni per il Monastero amato da Matilde di Canossa e amministrato dai Gonzaga, che proprio dalle sue terre diedero la inizio alla loro principesca scalata. Mille anni per la struttura che per otto secoli ha dominato la pianura padana. Luogo dove è nata ed è stata strutturata l’agricoltura più importante d’Italia, grazie all’opera laboriosa dei monaci che hanno bonificato e coltivato la nostra terra.
Alcune delle menti più aperte del Cinquecento hanno intrecciato le loro vite con quelle del monastero: dal poeta Teofilo Folengo al filosofo Benedetto Fontanini, sino a Martin Lutero che qui fu ospite. Moltissimi sono gli artisti che hanno operato nell’abbazia: dagli anonimi miniatori degli stupendi codici usciti dal suo scriptorium, ora conservati nella Biblioteca Comunale di Mantova ed in molte biblioteche sparse per il mondo, a personalità quali il Correggio, Giulio Romano e Paolo Veronese.


La storia dell'abbazia in sintesi

1007 Tedaldo di Canossa fonda il monastero di Polirone.
1016 Muore a Polirone il pellegrino armeno Simeone.
1024 Canonizzazione di San Simeone. Prima chiesa a lui dedicata.
1077 Polirone viene concesso alla protezione apostolica di Papa Gregorio VII, che aggrega il monastero a Cluny
1115 Muore Matilde di Canossa. Per le sue volontà viene sepolta a Polirone
1450 Guido Gonzaga, commendatario, riedifica gran parte del monastero
1500 Lucrezia Pico della Mirandola lascia per testamento ingenti beni al monastero con l’impegno da parte dei monaci di riedificare la chiesa.
1510 Martin Lutero è a Polirone.
1512 Il monaco e poeta maccheronico mantovano Teofilo Folengo è a Polirone.
1514 Il Correggio dipinge le ante dell’organo polironiano e la parete ovest del refettorio grande.
1540 Giulio Romano inizia la ricostruzione della Basilica polironiana.
1547 Consacrazione della nuova Basilica.
1550 Vincenzo Rovetta intaglia il Coro della Basilica.
1559 Antonio Begarelli lavora alle statue della Basilica.
1561 Paolo Veronese dipinge alcune pale d’altare della Basilica.
1562 Giovanni Maria Piantavigna intaglia gli armadi della sacrestia polironiana
1674 Giovan Battista Barberini edifica lo scalone monumentale.
1695 Erezione della balaustra antistante la Basilica con le statue degli apostoli
1726 Giuseppe Bonatti esegue l’organo nuovo della Basilica.
1790 Paolo Pozzo progetta la nuova biblioteca e alcuni rifacimenti polironiani.
1797 Decreto di soppressione del monastero di Polirone emanato da Napoleone Bonaparte.
XIX sec. Spoliazione e demolizione di edifici dell’abbazia
XX sec. Restauri ed utilizzo dei locali superstiti del complesso monastico
1977 Inaugurazione del Museo della Cultura Popolare Padana nei restaurati locali del primo piano del chiostro di San Simeone.
1989 Scoperta di un affresco del Correggio nell’ex – refettorio monastico ed inaugurazione del Museo dell’Abbazia.
2001 Completamento del restauro del fianco e della facciata della basilica
2005 Recupero dell’edificio dell’ex – Infermeria monastica
 
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