Il Lambrusco: un vino sano e sicuro

Il Lambrusco è un vino sano e sicuro

La tematica della sicurezza alimentare è al centro delle richieste del consumatore consapevole. Non a caso è una delle tematiche fortemente dibattute in sede di comunità europea e si manifesta, nel consumatore, con il desiderio di certificazioni credibili: non è più sufficiente una certificazione di origine territoriale (così come è impostata attualmente la Denominazione di Origine Controllata), ma si richiede alla certificazione una forte connotazione di certificazione di qualità.
Il Lambrusco Mantovano si adatta perfettamente alle richieste del consumatore consapevole: è un vino che può accompagnare la cucina di tutti i giorni perché non è molto alcolico e non pregiudica il proseguio della giornata. Anzi, la sua dote di frizzante freschezza favorisce una facile digestione.
È un vino rosso con tutti i benefici che ne derivano alla salute dalla presenza di antociani e polifenoli tipici dei vitigni a bacca rossa.
È legato al territorio da una storia millenaria che parte dagli etruschi, passa attraverso Virgilio ed arriva ai giorni nostri attraverso le grandi opere dei monaci benedettini.

Il problema dell'alcol

“il primo bicchiere riguarda la sete, il secondo l’allegria, il terzo la voluttà, il quarto la pazzia”.
I disturbi più gravi si determinano a livello dell’apparato gastroenterico e digestivo (epatopatia cronica e acuta, pancreatite, gastrite, malassorbimento intestinale, cirrosi epatica).
A causa della vasodilatazione cutanea che si verifica dopo aver bevuto, le calorie derivanti dalla trasformazione dell’alcol vengono rapidamente disperse dal corpo sotto forma di calore. Un consumo eccessivo determina l’aumento dei depositi di grasso corporeo, con effetti ingrassanti.
L’abuso di alcool può produrre una degenerazione delle cellule del fegato, tuttavia ripristinate in seguito all’interruzione di assunzione con regressione del fenomeno iniziale.
In compenso, è possibile dimostrare che a piccole dosi l’alcol stimola alcuni enzimi del fegato e che il vino rosso risulta maggiormente tollerato rispetto alle altre tipologie.

A supporto della digestione

“Moderate quantità di vino durante i pasti migliorano l’appetito, aumentano le attività secretive utili alla digestione e aumentano la motilità gastrica e la peristalsi intestinale.”
L’ alcool contenuto nel vino stimola la secrezione salivare che ha l’importante compito di prima digestione del cibo ingerito e di scissione di componenti complessi, come ad esempio l’amido.
In questa fase risultano molto importanti anche le sensazioni organolettiche del vino. La sapidità e l’acidità saranno in grado di stimolare maggiormente le ghiandole salivari mentre, al contrario, sensazioni amare apportate dai tannini avranno funzione di astringenza all’interno della bocca.
Anche le sensazioni olfattive intervengono nella secrezione salivare, provocando per riflesso condizionato la famosa “acquolina”.
Nello stomaco, dove succhi gastrici svolgono importanti azioni di scissione, in particolare nei confronti delle proteine il vino, a contatto con la mucosa intestinale, sollecita una maggiore secrezione di succo, favorendo l’attività digestiva.
Bisogna ricordare, che come anticipato in precedenza il vino presenta un pH acido come anche quello dello stomaco e non interferisce dunque negativamente, al contrario (strano ma vero) dell’acqua che, non essendo acida, svolge azioni di rallentamento

Contro le malattie

L’azione è imputabile agli antociani, sostanze polifenoliche che si combinano con le proteine batteriche ostacolandone la riproduzione ed esercitando una azione antibatterica. Questa caratteristica è riscontrabile soprattutto nei vini rossi, in particolare grazie al loro tipo di vinificazione con macerazione, ed in concomitanza ai primi 3-4 anni di vita, quando il vino conserva ancora un’alta percentuale di queste sostanze, che col tempo andranno svanendo precipitando.
Il vino rafforza anche le difese organiche ed è uno strumento dietologico, sicuramente attivo nella lotta contro i tumori maligni. La sua azione antivirale può essere inserita anche nella lotta all’AIDS e nel settore tumorale. Grazie alla prevenzione degli agenti antiossidanti presenti nel vino rosso le formazioni cancerogene vengono efficacemente prevenute.
Infine, attività antinfiammatoria e chemioterapia sul cancro è stata evidenziata anche da un’università di Chicago, in particolare ad opera del resveratrolo, componente chimico presente ad alte concentrazioni nel vino rosso.
Un esperimento eseguito su cellule umane in coltura, sia normali, sia tumorali, ha dimostrato un effetto citossico in quelle infette ed un effetto preventivo verso il DNA in quelle sane.
Anche nel campo della lotta all’AIDS il vino è riuscito a ricavarsi un segmento importante. Il magnesio potenzia infatti il sistema immunitario costituito dai globuli bianchi ed una presenza di zinco aiuta la fase di prevenzione alla patologia.

Rallenta il processo di invecchiamento

Nelle fasce di età più avanzate l’esclusione di assunzione di vino dalla dieta non può che privare l’organismo di importanti effetti in grado di rallentare il processo di invecchiamento e di offrire una stabilità fisica più elevata.
È infatti dimostrato che il vino risulta essere un efficace elisir di longevità, stimolando ed agendo sulla conservazione nel tempo delle funzioni del nostro organismo ma, soprattutto, esercitando nelle fasce d’età più avanzate una funzione psicologica di benessere ed armonia.
Numerose ricerche hanno confermato che due o tre bicchieri al giorno diminuiscono il numero di decessi e si è constatato che un consumo oculato favorisce una longevità maggiore svolgendo una azione di protezione verso alcune patologie.
Il vino, inoltre, produce effetti distensivi ed euforizzanti che si oppongono a stati depressivi frequenti in età avanzata, favorendo, tra l’altro, l’ossigenazione celebrale con effetto antitensione.
Inoltre il vino è in grado di combattere l’ormone antidiuretico favorendo l’eliminazione delle scorie dall’organismo e di diminuire la quantità di trigliceridi e colesterolo nel sangue, favorendo una maggiore fluidità grazie a proprietà anticoagulanti.
Per ultimo ricordiamo nuovamente le proprietà antiossidanti dei polifenoli in grado di combattere l’insorgenza dei radicali liberi.

 
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